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The Quest




Incontro con K


Chiediamo i gentili
lettori di mandarci i vostri incontri personali, esperienze ed inspirazioni
legate a K.


La Mia Prima
Impressione su K
 
  Pieter Langedijk
Ó
The Quest


Quando ero studente universitario di psicologia, divenni membro
di un gruppo che praticava la meditazione. In quel gruppo incontrai un uomo che
parlava di Krishnamurti e, mi disse che K  stava tenendo delle conferenze in
tutto il mondo e che, ogni anno durante l’ultima settimana di luglio e la prima
di agosto, lui era in Svizzera. Appresi che vicino al tendone dove si teneva la
conferenza c’era un campeggio. Decisi di andare in quel posto.Il campeggio era
vicino ad un piccolo fiume con acque chiare e circondato da meravigliose
montagne con folta vegetazione. Vicino al campeggio c’era una cittadina con case
e balconi di legno e qualche piccolo ristorante con graziose terrazze.Li’
incontrai molte persone giovani e meno giovani che erano arrivate per K.


Il tendone nel quale K teneva la conferenza sembrava un tendone
del circo ed era collocato in un tranquillo posto fuori dalla città ed ai piedi
delle montagne. L’interno del tendone sembrava un anfiteatro. Migliaia di
persone erano sedute su sedie disposte a semicerchio. Di fronte a loro c’era un
palco completamente vuoto. L’unica cosa che c’era sul palco era una semplice
sedia di legno ed un microfono messo davanti alla sedia. Il tendone poteva
contenere più di 2000 persone. La conferenza cominciava alle 11 in punto ma
molta gente era arrivata due ore prima per scegliere i posti migliori. Tutti
parlavano sottovoce. Davanti alla prima fila di sedie molti giovani erano seduti
sull’erba. La gente era entrata dai vari ingressi del tendone. Quando mancò un
minuto alle 11 la gente smise di parlare e regnò un assoluto silenzio. Alle 11
in punto K entrò nel tendone. A quel tempo aveva circa 70 anni, con i capelli
bianchi, pantaloni blu e camicia azzurra. I suoi vestiti sembravano nuovi; le
scarpe molto pulite. Camminò sull’erba dentro il tendone, sali’ la scala con tre
gradini che portava al palco e si sedette sulla sedia.


 Non aveva fogli in mano. Era seduto sulla sedia, le mani sulle
gambe e guardava da sinistra verso destra, davanti e dietro come se stesse
osservando tutte le persone una ad una con grande attenzione. Poi cominciò a
parlare dicendo qualcosa come :”Io vorrei parlare con voi, come si parla con gli
amici, del “pensiero”collegato con il passato (o
sensazione,intuizione, morte, comunicazione, rapporto, meditazione, Dio, etc.).


Parlò per due ore esatte. Un minuto prima dello scadere del
tempo tirò fuori dal taschino della camicia l’orologio, lo guardò e terminò la
conferenza.Dopo di ciò la gente gli rivolse domande per 15-30 minuti.


Io non ricordo di cosa lui parlò durante la prima parte della
conferenza, ma ricordo che nella seconda parte parlò del “vero ascolto”.
Disse che bisogna ascoltare senza pregiudizio, con la mente libera,
senza dire “sono d’accordo” o “non sono d’accordo” come
normalmente succede.  Secondo lui noi dobbiamo essere molto sensibili e cercare
di ascoltare “dietro le parole”


Ricordo che anche uno dei miei professori parlava spesso della
comunicazione. Diceva che lo scopo della comunicazione è quello di
esprimere con parole cosa si pensa, sensazioni o desideri, ma molta gente, come
i politici o i genitori, usano parole ed un linguaggio che “nasconde”
cosa essi realmente pensano sentono o vogliono.


Stava forse parlando di questo K?

 



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